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domenica 20 agosto 2017

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Articolo a cura di:
Dr.ssa Tiziana Lazzari
Liguria - Piemonte Dr.ssa Tiziana Lazzari Medico Chirurgo
Specialista in Dermatologia e Venereologia

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Trattamento con Laser Frazionato Non Ablativo

Trattamento delle lesioni venose delle gambe mediante laser ND:YAG a impulso lungo.

Le lesioni venose degli arti inferiori quali teleangectasie e microvarici colpiscono circa l’80% della popolazione, creando per lo più problemi di ordine estetico.

Fino a poco tempo fa, questo inestetismo veniva trattato esclusivamente con la scleroterapia, ovvero con l’iniezione all’interno dei vasi  di una soluzione sclerosante.

Nel corso degli ultimi anni vi è stato un rapido incremento dell’offerta di apparecchiature laser per il trattamento delle lesioni vascolari.

Nella mia esperienza il laser Nd:YAG a impulso lungo consente un trattamento sicuro ed efficace, con notevole riduzione degli effetti collaterali, praticamente nulli se si rispetta un protocollo di trattamento adeguato.  I miglioramenti ottenuti con questo laser si ottengono con un minor numero di sedute e con una stabilità di risultato a lungo termine.

Target della terapia laser è l’emoglobina del vaso. Il trattamento è in genere ben tollerato, grazie ad un sistema di raffreddamento efficace che attenua il dolore provocato dall’azione termica del laser. Nei pazienti più sensibili è prevista l’applicazione di una crema anestetica circa un’ora prima della seduta. Subito dopo il trattamento la parte si presenta arrossata e leggermente gonfia. Arrossamento e gonfiore si risolvono in poco tempo, mentre per qualche giorno possono residuare delle crosticine.

La durata del  trattamento laser dipende dalle dimensioni e dalla profondità dei capillari. In genere occorrono da una a tre sedute, distanziate da 8-12 settimane, per ottenere il risultato desiderato.

Facendo un paragone laser-scleroterapia, possiamo dire innanzitutto che, mentre il laser determina un’ustione termica a tutto spessore, le iniezioni sclerosanti provocano un’ustione chimica endoteliale con successiva trombosi. Diverso è pertanto il comportamento post-trattamento: la scleroterapia ha un’azione più immediata e forse meno dolorosa rispetto al laser, i vasi tendono a riaprirsi con più facilità, non si possono trattare piccoli capillari per difficoltà di incannulazione del vaso; il laser ha un’azione più lenta nel risultato, necessita di meno sedute, consente il trattamento di vasi di piccolo calibro e, nella mia impressione, ha un effetto più stabile.

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