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domenica 25 giugno 2017

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Liposuzione Laser

Laser lipolisi con tecnica SLIM: considerazioni sui primi 100 casi consecutivi

Introduzione
Gran parte della popolazione è affetta dal problema delle adiposità localizzate e fino ad oggi varie tecniche sia mediche che chirurgiche sono state impiegate per il loro trattamento con alterne fortune e con vari limiti derivanti soprattutto dalla scarsa elasticità dei tessuti cutanei che non si rimodellano adeguatamente dopo l’asportazione dell’adipe. Questa mancanza di retrazione cutanea spiega il perché non sia possibile effettuare una liposcultura in soggetti di età avanzata o in aree dove la lassità tegumentaria è tale da rendere impossibile un risultato esteticamente valido come il collo, le braccia o l’interno cosce.
Gli autori presentano in maniera critica la loro esperienza sui primi 100 casi di liposuzione laser assistita con tecnica SLECTIVE LASER INDUCED MELTING evidenziando i pro, i contro e gli accorgimenti tecnici per ottenere un risultato ottimale.

Materiali e metodi
Gli autori hanno utilizzato un laser SlimLipo della Palomar Medical Tecnologies. Lo SlimLipo (SLIM significa Selective Laser Induced Melting) è un laser diodo ad onda continua (CW) con una lunghezza d’onda di 924 nm selettiva per il grasso ed una di 975 nm più selettiva per l’acqua che vengono rilasciate tramite una speciale fibra da 1,5 mm di diametro con una potenza che arriva fino a 40W.
 Le aree trattate sono state:
-collo
-braccia
-addome
-fianchi
-coulottes de cheval
-interno cosce
-ginocchia
I pazienti avevano un’eta’ variabile tra i 25 e i 72 anni e per il 68% erano di sesso femminile.
Gli interventi sono stati eseguiti tutti in anestesia locale.
In tutti i casi alla procedura di laserlipolisi ha fatto seguito un’adeguata aspirazione del melting ottenuto tramite cannule da 2 mm.
Dopo l’intervento i pazienti hanno indossato una guaina contenitiva per un periodo variabile dai 7 ai 30 giorni secondo il caso.
Il postoperatorio ha richiesto 6 giorni di terapia antibiotica e analgesici al bisogno solo nei primi due giorni.
Il periodo di inattività dal lavoro è stato in media inferiore ai 4 giorni.

Risultati
Gli apparecchi per la laserlipolisi vengono utilizzati a livello sottocutaneo per rilasciare nel modo più selettivo possibile un raggio laser in grado di sciogliere il tessuto adiposo e di riscaldare il tessuto connettivo al fine di facilitare la rimozione del primo e la contrazione del secondo. Una procedura di lipectomia ottimale, infatti, deve rimuovere il grasso in modo sicuro, facile e uniforme senza traumatizzare in modo significativo le strutture vascolo-nervose circostanti ma in molti casi la quantità di grasso rimovibile è limitata dalla capacità di contrazione dei tessuti tegumentari per evitare un eccesso di lassità cutanea.
L’utilizzo della laserlipolisi presenta quindi importanti benefici per le tecniche di liposcultura poiché sciogliendo il grasso ne permette la rimozione in modo meno traumatico e con cannule più sottili, riscaldando i tessuti ne aumenta la contrazione ed il rassodamento (tightening) ed infine riduce il rischio di irregolarità di contorno.
L’acqua ed i lipidi infatti sono i cromofori che assorbono maggiormente l’energia all’interno del grasso umano.
La fibra ottica viene introdotta nel sottocute e mossa avanti e indietro come una cannula da liposuzione creando numerosi e uniformi tunnel di lipolisi. Grazie alla particolare forma della punta della fibra ottica l’energia rilasciata è molto più estesa del semplice diametro di 1,5 mm creando lungo il foro del canale un’area cilindrica di lipolisi molto più ampia con un diametro che arriva fino a 5 cm. Ricordiamoci che a 64°C si ha coagulazione e che a 55°C le cellule perdono la loro vitalità e quindi la temperatura dei cilindri di calore creati dalla lipolisi sono progressivamente più freddi dal centro alla periferia, sfumando l’effetto dell’energia e riducendo ulteriormente il rischio di surriscaldamento dei tessuti cutanei sovrastanti. Con lo SlimLipo il rischio di ustionare la cute è praticamente nullo già in partenza grazie alla selettività delle sue lunghezze d’onda. Infatti le lunghezze d’onda utilizzate sono selettive per il grasso e per l’acqua creando una fototermolisi  senza surriscaldare la pelle.
Nel 91% dei casi trattati il risultato è stato soddisfacente con un miglioramento del profilo corporale e un rassodamento della cute dopo asportazione del grasso.
In 9 casi è stato necessario un secondo intervento per migliorare il risultato per inadeguata rimozione adiposa e presenza di irregolarità di contorno.
In 4 casi si sono presentate infezioni localizzate trattate con terapia antibiotica orale e in un caso si è avuto un sanguinamento con ematoma che ha richiesto un drenaggio.

Conclusioni
L’unicità della laserlipolisi è data dalla capacità di dare energia termica nel grasso sottocutaneo in un modo controllato un po’ come avviene nei trattamenti con laser frazionale nel ringiovanimento cutaneo. Infatti nella laserlipolisi vengono creati dei tunnel nel tessuto adiposo ad ogni movimento della fibra creando un buco centrale circondato da un cilindro di danno termico che porta al danneggiamento degli adipociti con liberazione dei lipidi in essi contenuti e alla coagulazione delle proteine e del tessuto connettivo. 
Questa liberazione di lipidi permette la rimozione del grasso mediante l’utilizzo di cannule più sottili e quindi meno traumatizzanti per i pazienti o in taluni casi anche meccanicamente mediante massaggio delle aree trattate.
Il tessuto non immediatamente rimosso può rilasciare ulteriormente i lipidi in esso contenuti durante il processo di guarigione della laserlipolisi con possibile eliminazione degli stessi da parte dell’organismo o una ridistribuzione degli stessi in funzione dei tunnel creati dalla fibra stessa riducendo il rischio di imperfezioni e creando un effetto di maggior uniformità.  La creazione poi di aree di coagulazione del tessuto connettivo, esattamente come avviene per il laser frazionale, provoca una contrazione cutanea e la produzione di nuovo collagene. Con i processi poi di cicatrizzazione che caratterizzano i mesi successivi all’operazione si ha poi un ulteriore rassodamento cutaneo dovuto alla contrazione cicatriziale che viene mantenuta nel tempo dalla sostituzione del tessuto adiposo con tessuto fibroso.
Queste considerazioni hanno trovato riscontro nella nostra esperienza clinica poiché abbiamo riscontrato, a fronte di una minore invasività della procedura rispetto alle altre tecniche di rimodellamento corporale, che il primo risultato si manifesta dopo circa un mese ma il vero risultato lo si osserva solo dopo 4-6 mesi al termine del periodo di contrazione e rimodellamento.
Alcune considerazioni finali:
l’anestesia deve prevedere un’infiltrazione uniforme del tessuto adiposo per ottenere una più omogenea idratazione dell’area da trattare;
la quantità di energia da fornire ad ogni zona è variabile e l’end point consiste nella percezione di calore cutaneo e nella facilità di scorrimento della fibra ottica all’interno del tessuto adiposo;
dopo la laserlipolisi occorre aspirare con una cannula sottile il grasso sciolto che uscirà sotto forma di un olio caldo;
la retrazione ed il rassodamento cutaneo che si manifestano nei mesi successivi fanno sì che diminuiscono i limiti legati all’età dei pazienti  e alle aree da trattare fornendo al chirurgo plastico un’arma in più nell’arsenale chirurgico.

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