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domenica 20 agosto 2017

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Articolo a cura di:
Dr.ssa Tiziana Lazzari
Liguria - Piemonte Dr.ssa Tiziana Lazzari Medico Chirurgo
Specialista in Dermatologia e Venereologia

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Rimozione Tatuaggi

Tatuaggi

L’avvento del laser Q‐switched ha rivoluzionato il trattamento per rimuovere i tatuaggi, dopo le delusioni legate all’utilizzo di altre tecniche, quali dermoabrasione, salabrasione, laser Argon o CO2, che lasciavano esisti cicatriziali permanenti al posto del tatuaggio.

Quando si trattano i tatuaggi è importante determinare il tipo di tatuaggio, attraverso la valutazione del colore. Poiché i tatuaggi sono realizzati con vari colori di inchiostro e varie composizioni della tintura, la reazione ai trattamenti laser non è uniforme.

Una classificazione semplificata dei tatuaggi può essere questa:
tatuaggi professionali (realizzati da un artista con una pistola per tatuaggi)
tatuaggi artigianali (realizzati da un non professionista, utilizzando inchiostro India o carbonio)
tatuaggi traumatici (dovuti alla penetrazione nella pelle di particelle estranee)
tatuaggi cosmetici (cosiddetto “trucco permanente”)
tatuaggi medici (utilizzati come guida per i trattamenti a radiazione o l’applicazione di apparecchi medici interni)

Prima di sottoporre il paziente alla rimozione del tatuaggio, è fondamentale un’accurata anamnesi e la valutazione dei criteri d’esclusione comuni a tutti i trattamenti laser.

La risposta del tatuaggio alla luce laser è influenzata dal colore,dalla profondità e dalla composizione chimica dell’inchiostro utlizzato.

I tatuaggi neri, rossi, arancio scuro e blu scuro rispondono in genere in maniera relativamente rapida al trattamento con il Palomar Q‐YAG 5™.

I tatuaggi di colore verde, porpora, marrone, arancio chiaro e blu chiaro possono richiedere più trattamenti.

Bersaglio della luce laser è il pigmento, con un minimo coinvolgimento dei tessuti circostanti. Questo fa sì che la maggior parte dei pazienti avverta solo un modesto disagio durante il trattamento. Nei pazienti più sensibili è prevista l’applicazione di una crema anestetica. Subito dopo il trattamento residua un po’ di gonfiore, che può essere ridotto raffreddando la pelle con l’applicazione di ghiaccio e medicazione adeguata, suggerita dal medico che esegue il trattamento.

La rimozione di un tatuaggio necessita solitamente di 10‐30 minuti di trattamento. Alcuni sbiadiscono notevolmente già dopo una sola seduta, ma generalmente occorrono 5 o più trattamenti, intervallati di 6‐8 settimane per consentire all’organismo l’eliminazione delle particelle d’inchiostro frammentate dal laser. Con questo tipo di laser si segnalano effetti collaterali rari, e comunque sempre di facile risoluzione.

Il trattamento non va eseguito sulla pelle abbronzata di recente (aspettare almeno 4 settimane dall’ultima esposizione solare).
L’esposizione al sole può essere ripresa 1 mese dopo l’ultimo trattamento.
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